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2^ Edizione Premio Letterario Nazionale Arese Città dei Motori - Premio Carlo Cultrera

Senza titolo-1.pngOggi è il nostro quarto anniversario, o meglio, sarebbe stato. Non ti ho ancora dimenticata e non so quanto tempo impiegherò a farlo; forse mesi, anni, o forse semplicemente non ti dimenticherò mai. È stato difficile lasciarti andare, lascarti portare via una parte di me. Perché alla fine è sempre così, ogni volta che una persona ti abbandona, il tuo pensiero la segue, che tu lo voglia o meno, e con lui tutti i ricordi, gli sguardi, i momenti, le abitudini, i gesti: tutto. Ed è proprio così che è andata Arianna, così mi hai lasciato…

(da "Scrivo io, detti tu" di Cristina Varotti)

Scrivere è un’arte che pochi giovani coltivano, oggigiorno. A favore di questa attività, il comune di Arese, in collaborazione con il Liceo Falcone e Borsellino e l’Associazione Circolo della Trama di Milano, ha dato vita ad un vero e proprio concorso letterario a livello nazionale. La competizione, ormai conclusa, ha previsto la suddivisione dei partecipanti in due sezioni: la sezione A, nella quale sono rientrati tutti gli scrittori sopra i vent’anni, e la B, nella quale sono rientrati quelli sotto i vent’anni.

Il risultato di quest’anno, per quanto soddisfacente, ha visto pochi partecipanti nella sezione B, anche se il livello letterario e linguistico delle opere scritte è stato inaspettatamente elevato. Un altro particolare che ha caratterizzato i racconti dei più giovani è stata la strana nota di tristezza e malinconia che sembrava essere la vera protagonista delle storie.

La giuria è rimasta incredibilmente stupita da questa scelta stilistica, anche se forse non è stata esattamente una scelta, ma un sentimento che ormai sembra essersi radicato dentro la maggior parte di noi, ci appartiene. La scrittura rispecchia esattamente le sensazioni più profonde che una persona prova, e in ogni racconto sembravano emergere quasi con necessità. Questo aspetto ha bisogno di essere interpretato come una crescita a livello umano perché penso che sia la consapevolezza di quello che è veramente la vita.

Durante la premiazione, avvenuta il primo di ottobre, i testi vincenti sono stati letti e interpretati con grande bravura dall’attore Giorgio Melazzi. Alcuni studenti che hanno partecipato studiano attualmente nel Liceo Falcone e Borsellino, tra cui me e una studentessa di 5DL, la vincitrice del concorso.

Il suo testo è stato paragonato ai romanzi d’amore di fine milleottocento, la struttura è stata considerata innovativa, mai banale. Come l’anno scorso, la soddisfazione più grande da parte dell’attuale preside della scuola, la prof.ssa Sara Giovanna Belluzzo, e dei professori, è stata quella di vedere salire sul palco i propri studenti, vincenti e non, ma pur sempre appassionati di letteratura: il mezzo di comunicazione più potente che esista. Ogni autore, attraverso i racconti, ha voluto trasmettere qualcosa: un messaggio, una lezione di vita, o semplicemente ha voluto raccontare la propria storia. Si spera solamente che questa iniziativa, con il passare degli anni, faccia nascere in più persone la voglia di scrivere, di coltivare quest’arte che contribuisce a sviluppare l’intelligenza emotiva.

Articolo di Sara Neritino, 5 ottobre 2017


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