Rosetta: ..... è in orbita attorno al Liceo FB
il 13 maggio u.s., presso l'Autitorium Aldo Moro di Arene, si è svolto l'incontro con Paolo Ferri, Direttore Operazioni Spaziali dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) al Liceo FB.
Alcune classi del Liceo Scientifico, grazie al patrocinio del Comune di Arese, hanno partecipato a un incontro straordinario in Auditorium con Paolo Ferri.
Bollatese di origine, è ora responsabile per l’Ente Spaziale Europeo della missione Rosetta che ha già permesso al suo modulo di atterraggio Philae di atterrare sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
Qui di seguito il suggerimento di un breve video che può iniziare a dare un’idea di questa missione con due interventi di Paolo Ferri.
Fonte: Prof.ssa Chiara Brambilla
Altre informazioni "catturate" in rete:
1) dal sito dell'ESA (www.esa.int/ita)
Euronews: Le scoperte scientifiche della missione Rosetta.
27 Marzo 2015: La missione Rosetta e del suo coraggioso lander Philae ci hanno fatto vivere grandi emozioni, ma cosa ci hanno insegnato sulle comete?
La caccia alla cometa ci ha riservato tante sorprese, dalla forma strana della 67P al rimbalzo di Philae. E potrebbero arrivarne altre, visto che Philae potrebbe risvegliarsi.
Matt Taylor, scienziato del progetto Rosetta: "Siamo nella fase iniziale di ascolto del lander. Lo abbiamo già ascoltato una volta, e continueremo a farlo ogni mese, con l'obiettivo di sapere se si è svegliato e se sarà in grado di rivelarci le condizioni di illuminazione sulla cometa. Parallelamente osserviamo la superficie per riuscire a individuare il luogo in cui si trova Philae".
La missione Rosetta coinvolge diversi centri in Europa. A Berna, in Svizzera, gli scienziati hanno fatto la scoperta più sorprendente della missione finora. Molti avevano predetto che l'acqua sulla cometa fosse simile a quella della Terra. Ma si erano sbagliati.
Kathrin Altwegg, docente di Fisica all'Università di Berna: "Durante la missione abbiamo subito constatato che l'acqua lassù è completamente differente da quella che misuriamo qui in laboratorio. Questo dimostra molto bene che la cometa possiede acqua diversa da quella terrestre".
A sorprendere gli scienziati è stata anche la superficie della cometa a forma di papera: è fatta di elementi simili a crepe, massi, montagne e crateri.
Stephan Ulamec, responsabile del progetto del lander Philae: "Se toccassi la cometa con le mie dita ovviamente sentirei molto molto freddo. Ma oltre a questo, ed è sorprendente in parte, è il fatto che sia materiale duro. Assomiglia un po' a una roccia. Ma non è roccia, è materia ghiacciata con polvere, con composti organici, ma è dura e porosa".
Il team di Rosetta sta vivendo un periodo esaltante visto che la sonda raccoglie immagini, polvere e gas, ogni giorno. E ovviamente gli scienziati sono pronti nel caso in cui Philae dovesse inviare segnali di vita, visto che ciò potrebbe fornire altre scoperte scientifiche.
2) articolo pubblicato su www.focus.it il 10 dicembre 2013:
Dopo 957 giorni di ibernazione, il 20 gennaio 2014 la sonda dell’Esa Rosetta si è risveglieta e ha iniziato l’ultima fase di avvicinamento alla cometa P67/Churyumov–Gerasimenko. Ecco come funziona la più complessa missione su una cometa mai realizzata. E come riuscirà a far atterrare un laboratorio scientifico sul nucleo di una cometa.
Il 2014 sarà un anno di grande attese e di eccezionali scoperte per gli appassionati di astronomia e dello spazio. Oltre alla missione Futura, che porterà un’astronauta italiana, Samantha Cristoforetti sulla ISS, sarà l’anno di Rosetta, la sonda europea che a maggio 2014 raggiungerà la cometa P67/Churyumov–Gerasimenko e farà atterrare un piccolo lander sulla sua superficie. La missione dell’agenzia spaziale europea è partita quasi 10 anni fa, il 2 marzo 2004, è soltanto ora sta per entrare nel vivo. La sonda al momento è in viaggio verso la cometa… ma è spenta. Dopo aver studiato l’asteroide Lutetia e aver fatto alcuni passaggi accanto alla Terra e a Marte per sfruttarli come fionde gravitazionali, è entrata in ibernazione l’8 giugno 2011. Da allora viaggia a 800 metri al secondo in direzione della cometa in quasi totale ibernazione. Il 20 gennaio, dopo 957 giorni di ibernazione, suonerà la sveglia. La sonda, che sarà a circa 800 milioni di km dalla Terra, si riaccenderà lentamente e inizierà una serie di delicate operazioni per riportarla in piena operatività (vedi video sotto), a partire dal dispiegamento dei due giganti pannelli solari che permettono alle sonde di funzionare anche a grande distanza dal Sole.
Un gioiello della tecnica A questo punto inizia la fase più delicata della missione. La sonda che si troverà a circa 9 milioni di km dalla cometa inizierà l’avvicinamento. A maggio, quando disterà “solo” 2 milioni di km, inizieranno le fasi di allineamento e di test dei 21 strumenti di bordo (11 sulla sonda madre e 10 sul lander Philae). Verranno scattate le prime foto e gli scienziati dell’Esa saranno in grado di calcolare con precisione posizione ed orbita dell’obiettivo.
Rosetta raggiungerà la cometa P67/Churyumov–Gerasimenko soltanto ad agosto 2014 e inizierà una serie di orbite piramidali: gli astronomi dell’Esa infatti non conoscono ancora bene la forma della cometa, la sua gravità e soprattutto le condizioni in cui la troveranno. È proprio questo l’aspetto più interessante e problematico della missione: occorre raggiungere, entrare in orbita e atterrare su un corpo celeste praticamente sconosciuto.
Missione cieca In questa prima fase la sonda misurerà la gravità, la massa e la forma del nucleo della P57 e farà le prime analisi della sua “atmosfera” fatta di gas e polveri. Dopo questa prima mappatura e una volta individuato il luogo migliore per un atterraggio, il lander, chiamato Philae, si staccherà dalla sonda madre e atterrerà sulla cometa a una velocità di 3,6 km all’ora. La data prevista per questa delicata operazione è l’11 novembre.
Arpionata Per evitare che Philae rimbalzi nello spazio a causa della bassissima gravità, due arpioni lo ancoreranno alla superficie. Dopo essersi attraccato alla cometa il lander raccoglierà alcuni campioni sulla superficie e - attraverso una mini trivella - anche a 20/30 centimetri di profondità. Philae ha a bordo 10 strumenti scientifici, tra macchine fotografiche, microscopi, spettrometri e laboratori chimici per studiare sul posto la composizione del nucleo cometario. Rosetta nel frattempo continuerà a seguire la cometa P67 nella sua corsa verso il Sole fino al dicembre 2015, misurandone l’attività man mano che il calore solare ne riscalderà il nucleo ghiacciato. La cometa raggiungerà la distanza più vicina al Sole (circa 185 milioni di km) il 13 agosto 2015, a all'incirca tra le orbite della Terra e di Marte. E Rosetta continuerà le sue analisi fino alla fine del 2015.
Un esperimento iniziato 4 miliardi di anni fa Le comete hanno sempre affascinato l’uomo. E soprattutto gli scienziati perché sono tra i più antichi corpi celesti del nostro Sistema Solare e conservano i campioni del materiale da cui si formarono il Sole e i pianeti 5 miliardi di anni fa. Mentre i pianeti sono cambiati nel tempo, questi corpi celesti sono infatti rimasti praticamente uguali. Studiando la natura dei loro gas e delle loro polveri Rosetta aiuterà gli scienziati a saperne di più sul ruolo delle comete nell'evoluzione del Sistema Solare e sulla presenza – nel loro nucleo – di molecole organiche complesse alla base delle forme di vita come noi le conosciamo.
I precedenti L’unica volta che un oggetto costruito dall'uomo ha raggiunto una cometa fu nel luglio del 2005 quando la sonda Deep Impact lanciò un oggetto del peso di 370 kg verso la cometa Tempel 1. Lo scopo era quello di creare un piccolo cratere e far sollevare della polvere al fine di studiarne la composizione da parte della sonda madre. Altre sonde poi, dalla Giotto alla Stardust, si sono avvicinate, sfiorandole a distanze diverse ma ad alta velocità, ad altre comete per fotografarle e studiarne le polveri che lasciano dietro sé. Ma mai si è avuto un “atterraggio morbido” su una di esse.Philae si aggancerà al nucleo della cometa con degli arpioni perché è assai probabile che la forza di gravità di P67/Churyumov–Gerasimenko non sia sufficiente a trattenerla al suolo.
