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La letteratura come esperienza di vita 1

La letteratura come esperienza di vita

"Poesia è il mondo l'umanità la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento"

(Ungaretti, Commiato)

La letteratura come esperienza di vita 2Un delirante fermento, la vita.
Corre, non si arresta, spesso non lascia il tempo di fermarsi, di riflettere.
Nelle nostre città grigie , rumorose, dove "l'azzurro si vede solo a tratti, tra le cimase (Montale, I limoni)", spesso manca l'orizzonte.

Si va avanti, a testa bassa.
Ma gli uomini hanno bisogno di azzurro, di cielo; per sognare, per capire. A volte per consolarsi, o per consolare.
Hanno bisogno di poesia.
Hanno bisogno di quella limpida meraviglia fiorita dalla parola, per mettere ordine nel fiume degli eventi dell'esistenza . Che non sono insignificanti, mai - diversamente da come afferma Todorov nel testo citato dalla traccia -, ma piuttosto sono ” forse in attesa di noi spersi e incapaci di dargli un senso (Montale, I limoni)”.

Colpiscono, le lettrici solitarie dei quadri di Hopper e Matisse. Concentrate, estraniate dalla realtà, così diverse dalla galeotta lettura a due di Paolo e Francesca…

Immersi nella pericolosa lettura dei romanzi cavallereschi, i due cognati scambiano la letteratura con la vita? La lettura accende la fantasia del loro amore proibito e la trasforma in realtà? “Galeotto fu il libro, e chi lo scrisse/ quel giorno più non vi leggemmo avante” .Il libro scivola dal grembo degli amanti, che pallidi e tremanti si respirano la vita con un bacio.

Esperienza di vita, sguardo   su altre vite diverse dalla nostra, riflessione, rifugio, consolazione, immaginazione di altre realtà e altri mondi... la letteratura è tutto questo, e altro ancora.

“Tra ciò che vedo e dico,/tra ciò che dico e taccio,/tra ciò che taccio e sogno,/tra ciò che sogno e scordo,
la poesia.

Scivola/tra il sì e il no:/dice/ciò che taccio,/tace/ciò che dico,/sogna/ciò che scordo (Octavio Paz)”

A volte, leggendo una frase o un verso, capita di pensare che l’autore abbia saputo dire ciò che è nel nostro cuore, facendo fiorire il fermento che abbiamo dentro e che non sempre riusciamo ad esprimere.

La letteratura parla di noi, parla con noi, parla per noi.

Ecco perché una cosa così inutile è tanto necessaria.


Prof.ssa Marialetizia Mangiavini

 

 

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